[03/04/20]

Erogazioni liberali_servono modifiche per rendere piu efficaci i nuovi incentivi fiscali

a cura di Alessio Briganti

Pubblicato su IPSOA QUOTIDIANO del 3 aprile 2020

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Ampliare la platea non solo dei donanti ma anche dei donatari: potrebbe essere una delle soluzioni da adottare per dare il massimo impulso e incentivo alle erogazioni liberali a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza da Coronavirus. Da un lato, infatti, sarebbe opportuno non precludere (come avviene attualmente) il beneficio dell’integrale deducibilità dal reddito d’impresa in base alla natura giuridica o alle previsioni statutarie dei destinatari delle elargizioni, estendendo l’incentivo a tutte le realtà del mondo no profit. Dall’altro, il riferimento espresso ai “titolari di reddito d’impresa” esclude realtà produttive significative nel nostro Paese (a volte, con fatturati equiparabili a quelli delle aziende), quali, ad esempio, gli studi professionali associati.

Al fine di incentivare l’effettuazione di erogazioni liberali, in denaro o in natura, a sostegno di chi, in questo travagliato periodo, combatte attivamente contro l’emergenza Covid-19, l’art. 66 del decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020), rubricato “Incentivi fiscali per erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, ha introdotto dei rilevanti benefici fiscali in favore dei soggetti donanti.

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