[01/04/20]

Applicazione tutta in salita per le donazioni agevolate del decreto Cura Italia

a cura di Nicola Saraco e Alice Morigi

Pubblicato su NORME E TRIBUTI de Il Sole 24 Ore del 1 aprile 2020

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L’articolo 66 del decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Cura Italia) ha previsto alcuni incentivi fiscali per le erogazioni in denaro ed in natura effettuate da persone fisiche ed imprese, con l’intento di sostenere economicamente l’emergenza epidemiologica da COVID-19 che noi tutti stiamo vivendo. L’articolo stabilisce, al primo comma, le modalità operative per l’effettuazione delle erogazioni da parte delle persone fisiche; il secondo comma, invece, disciplina le erogazioni effettuaate dai titolari di reddito d’impresa.  Trattandosi di un incentivo che esplica effetti sul piano fiscale, per non incorrere negli anni futuri in possibili inconvenienti di non deducibilità/detraibilità, occorre sin da subito inquadrare la disposizione normativa dal punto di vista oggettivo e soggettivo. In prima battuta, dal punto di vista oggettivo, parrebbe emergere una divergenza tra le finalità indicate al comma 1 e quelle richiamate al comma 2. Infatti, per quel che attiene le erogazioni liberali effettuate dalle persone fisiche, il legislatore precisa puntualmente che la detrazione è riconosciuta alle donazioni effettuate «in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19».

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