[09/04/20]

Responsabilità 231 se l’impresa è estera ma commette l’illecito in Italia

a cura di Alessandro Gulisano e Andrea Rescigno

Pubblicato su IPSOA QUOTIDIANO del 9 aprile 2020

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In tema di responsabilità da reato degli enti, la persona giuridica risponde dell’illecito amministrativo derivante da un reato-presupposto per il quale sussista la giurisdizione nazionale, commesso dai propri legali rappresentanti o soggetti sottoposti all’altrui direzione o vigilanza. Ciò a prescindere dalla sua nazionalità e dal luogo ove essa abbia la sede legale, nonché dall’esistenza o meno, nello Stato di appartenenza, di norme che disciplinino analoga materia, anche con riguardo alla predisposizione di modelli organizzativi atti ad impedire la commissione di reati che siano fonte di responsabilità amministrativa per l’ente stesso. A fornire questa rigorosa interpretazione la Corte di Cassazione penale con la sentenza n. 11626 depositata il 7 aprile 2020.

Ormai da 20 anni, con l’introduzione del D.Lgs. n. 231/2001, in presenza di determinati reati commessi nell’interesse o a vantaggio della società o dell’ente da parte di figure apicali (coloro che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell´ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso) o dai subordinati (persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza degli apicali), risponde di una sanzione amministrativa anche la società stessa.
 
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