Istanze di sospensione bocciate subito se non ben motivate

23 novembre 2022

Non saranno esaminate le istanze di sospensione non specificatamente o genericamente motivate sul pericolo e i danni del contribuente a seguito della richiesta di pagamento provvisorio, in pendenza di giudizio, dell’ente impositore. Per esse, non verrà fissata udienza. Sono queste alcune delle indicazioni fornite dalla Corte di giustizia tributaria (Cgt) di primo grado di Roma, nelle linee guida per la fissazione dell’udienza di sospensione a seguito delle novità della legge 130/2022

Le novità in materia cautelare

La legge 130/2022, nell’intento di velocizzare l’udienza di sospensione, stante la decisa accelerazione negli ultimi anni dell’attività di riscossione, ha innanzitutto individuato in 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, invece dei precedenti 180, il termine massimo entro cui fissare l’udienza cautelare.

È stata poi conferita alla fase cautelare una piena autonomia rispetto alla fase di merito, con la previsione secondo cui l’udienza di sospensione non può, in ogni caso, coincidere con l’udienza di trattazione del merito della controversia.

Sempre in funzione acceleratoria, è stato infine previsto che il collegio, sentite le parti in camera di consiglio e delibato il merito, provvede con ordinanza motivata non impugnabile nella stessa udienza di trattazione dell’istanza. Va evidenziato che il Dlgs 156/2015 aveva già previsto che il dispositivo dell’ordinanza venisse immediatamente comunicato alle parti in udienza. La recente modifica, in sostanza, va a rafforzare ulteriormente la valenza acceleratoria di quanto già previsto (la comunicazione del dispositivo alle parti in udienza presuppone infatti che il collegio abbia deciso).

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