Visto mendace, commercialista colpevole insieme ai clienti

02 agosto 2022

Il professionista che rilascia un visto di conformità, leggero o pesante, mendace o un’infedele asseverazione di dati si espone a sanzioni penali a titolo di concorso con il cliente, in quanto crea un mezzo fraudolento idoneo ad ostacolare l’accertamento e ad indurre in errore l’amministrazione finanziaria.

A ribadire questo principio è la Corte di cassazione, Sesta sezione penale, con la sentenza 30392/2022, depositata ieri

La pronuncia trae origine, in estrema sintesi, dalla condanna per dichiarazione fraudolenta con false fatture e indebita compensazione di crediti inesistenti (in entrambi i gradi del giudizio di merito) di un professionista e di vari imprenditori chi compensavano indebitamente crediti Iva generati da falsa fatturazione previa apposizione del visto di conformità.

Il professionista ricorreva in Cassazione, lamentando tra altro che il “visto leggero” fosse un mero riscontro formale, nella specie correttamente apposto, che non garantiva l’effettiva esistenza del credito come evidenziato nella circolare 12/2010 dell’agenzia delle Entrate.

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